Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 1, comma 236, della legge n. 208/2015 il quale, con decorrenza 1° gennaio 2016, ha nuovamente stabilito i limiti alle risorse ogni anno destinabili dalle p.a. al trattamento accessorio del personale, stabilendo che l’ammontare complessivo, compreso quello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015, ed è ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio.

I magistrati contabili del Piemonte, con la deliberazione 135/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 2 dicembre, hanno chiarito che la riduzione si applica all’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale.

L’espressione “l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale”, contenuta nell’articolo 1, comma 236, della legge di stabilità 2016, denota una evidente volontà di ricomprendere nella fattispecie normativa ogni genere di risorse funzionalmente destinate ad offrire copertura agli oneri accessori del personale, senza alcuna considerazione per l’origine o la provenienza delle risorse se non sotto il profilo della presenza di un vincolo di destinazione giuridicamente rilevante.

Di conseguenza, il previsto vincolo deve essere applicato all’ammontare complessivo del trattamento accessorio e quindi non alle sue singole componenti, tenuto conto che l’unico vincolo previsto dalla legge è dato dall’ammontare complessivo delle risorse destinate per il 2016 al trattamento accessorio, che non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015.

SELF segnala il seminario di studi “La gestione del personale: la valorizzazione e il controllo” in programma a Firenze il 17 febbraio 2017.

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