Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di incrementare la percentuale di part time dei contratti di lavoro a tempo indeterminato (ivi incluso quello derivante da stabilizzazione).

I magistrati contabili della Campania, con la deliberazione 338/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 16 novembre, hanno ribadito il consolidato orientamento della magistratura contabile secondo cui solo la trasformazione di un rapporto di lavoro costituito originariamente a tempo parziale in un rapporto a tempo pieno (36 ore settimanali) deve considerarsi una nuova assunzione, che, come tale, soggiace a tutti i limiti previsti dalla legge per i vincoli assunzionali.

Al contrario, il mero incremento orario di un contratto di lavoro part time a tempo indeterminato non può essere assimilato alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno (di diverso avviso il Dipartimento per la Funzione Pubblica che nella circolare n. 46078/2010 sembra equiparare l’incremento orario alla trasformazione a tempo pieno e, di conseguenza, a “nuova assunzione”).

Tuttavia, come evidenziato magistrati contabili, alla luce del quadro normativo vigente risulta oltremodo difficile per l’ente la possibilità di procedere all’incremento orario dell’unità part time assunta per stabilizzazione visto che, con la limitazione per gli anni 2015 e 2016 della possibilità di effettuare assunzioni solamente ai vincitori dei concorsi conclusi entro la fine del 2014 e al personale collocato in mobilità obbligatoria dalle province, viene perfino esclusa la possibilità di effettuare stabilizzazioni di personale precario disposte dal d.l. 101/2013 (il comma 6 dell’articolo 4 del citato d.l. 101/2013 dispone che la spesa per le stabilizzazioni deve essere contenuta nel 50% degli oneri che l’ente può spendere per nuove assunzioni).

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cc-sez-controllo-campania-del-n-338-16