Un sindaco ha chiesto un parere in materia di spesa per il personale ed incentivazione della performance nei servizi di polizia locale.

I magistrati contabili del Friuli, con la deliberazione 51/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 12 ottobre, hanno chiarito che la regola da assumere a riferimento è quella riportata nell’articolo 20, comma 5, del CCRL stipulato il giorno 1 agosto 2002 in base la quale “in caso di attivazione di nuovi servizi o di processi di riorganizzazione finalizzati ad un accrescimento di quelli esistenti, ai quali sia correlato un aumento delle prestazioni del personale in servizio cui non possa farsi fronte attraverso la razionalizzazione delle strutture e/o delle risorse finanziarie disponibili o che comunque comportino n incremento stabile delle dotazioni organiche, gli enti, nell’ambito della programmazione annuale e triennale dei fabbisogni di cui all’art. 6 del D.Lgs. 165/2001, valutano anche l’entità delle risorse necessarie per sostenere i maggiori oneri del trattamento economico accessorio del personale da impiegare nelle nuove attività e ne individuano la relativa copertura nell’ambito delle capacità di bilancio”.

La predetta norma contrattuale è analoga a quella dell’articolo 15, comma 2, del CCNL Enti Locali del 1 aprile 1999, valevole in ambito nazionale.

Alla luce del consolidato orientamento magistrale, la procedura corretta per la gestione delle risorse destinate alla contrattazione decentrata si articola in tre fasi principali:

  1. l’individuazione a bilancio delle risorse;
  2. la costituzione del fondo;
  3. l’individuazione delle modalità di ripartizione del fondo mediante contratto decentrato.

In particolare, la programmazione dell’Ente e il relativo bilancio devono contenere gli indirizzi fondamentali per la contrattazione integrativa e per l’attribuzione dei compensi incentivanti sulla base della valutazione delle performance, oltre alle risorse finanziarie previste nei limiti di legge e di contratto.

Con specifico riferimento al fondo, si deve inoltre verificare che siano rispettati tutti i requisiti richiesti dalla disciplina applicabile (vale a dire che: ai maggiori stanziamenti per il fondo siano accompagnati maggiori servizi; i miglioramenti dei servizi non siano generici, ma che vengano conseguiti risultati concreti; i risultati siano verificabili attraverso standard, indicatori e/o attraverso i giudizi espressi dall’utenza; si conseguano risultati “difficili” attraverso un ruolo attivo e determinante del personale interno; le risorse siano quantificate secondo criteri trasparenti e ragionevoli, specificati nella relazione da allegare al contratto decentrato; le risorse siano rese disponibili solo a consuntivo, dopo aver accertato i risultati; le risorse per il fondo siano previste nel bilancio annuale di previsione e nel documento unico di programmazione).

Riguardo alla seconda fase, va ribadita la necessità di adozione dell’atto formale di costituzione del fondo, che ha rilievo quale atto costitutivo per attribuire il vincolo contabile alle risorse, precedente alla procedura di sottoscrizione.

In particolare, la costituzione del fondo deve avvenire tempestivamente all’inizio dell’esercizio, stabilendo contestualmente le regole per la corresponsione del trattamento accessorio legato alla produttività individuale e collettiva sulla base di verificati incrementi di efficienza.

In altri termini, devono categoricamente escludersi interventi in sanatoria, dovendosi necessariamente procedere ad una preventiva individuazione a bilancio delle risorse, ad una successiva costituzione del fondo ed infine all’individuazione delle modalità di ripartizione del fondo mediante contratto decentrato, in maniera tale da rispettare il principio di preventiva assegnazione degli obiettivi e di successiva verifica del loro raggiungimento.

Leggi la deliberazione
cc-sez-controllo-friuli-venezia-giulia-del-n-51-16