Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta procedura di contabilizzazione, ai fini dell’imputazione nel rendiconto di esercizio, delle somme ricevute dall’ente a titolo di anticipazione di liquidità ottenuta ai sensi del d.l. 35/2013.

I magistrati contabili del Molise, con la deliberazione 125/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 29 settembre, hanno evidenziato che il prestito erogato dalla Stato, per il tramite della Cassa Depositi e Prestiti s.p.a., e finalizzato a ricostruire le risorse di cassa necessarie al pagamento di spese già finanziate, prevede una restituzione rateale sino ad un massimo di 30 anni.

Per avere una corretta contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità erogate ai sensi del d.l. 35/2013, al fine di ottenere una sterilizzazione degli effetti che esse producono sul risultato di amministrazione, la parte di anticipazione di liquidità non restituita entro l’esercizio deve essere accantonata totalmente e, quindi, essere detratta dall’avanzo di amministrazione.

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