Una Provincia ha chiesto un parere in merito alla corretta individuazione dei vincoli in materia di spesa del personale per gli enti di governo del ciclo idrico integrato (c.d. Autorità d’Ambito) e la loro consistenza.

I magistrati contabili del Piemonte, con la deliberazione 99/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 1° settembre, dopo aver tracciato il quadro normativo in cui si collocano gli Enti di gestione del servizio idrico integrato (già Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale), hanno evidenziato che l’articolo 147 del d.lgs. 152/2006 conferma il modello organizzativo del servizio idrico integrato basato sull’attribuzione ex lege delle funzioni di programmazione e regolazione in capo ad enti di secondo grado a partecipazione obbligatoria degli enti locali ricadenti nella perimetrazione territoriale d’ambito (appunto, gli “Enti di governo dell’ambito”, la cui denominazione sostituisce la precedente di “Autorità d’Ambito” originariamente prevista dal c.d. Codice dell’Ambiente), la cui configurazione di dettaglio è demandata alla disciplina regionale.

Come evidenziato dai magistrati contabili, l’attuale disciplina regionale piemontese configura gli enti di governo degli ambiti territoriali come semplici forme organizzative di gestione associata di funzioni ritenute proprie degli enti partecipanti mediante strumento convenzionale e, quindi, come tali sottoposti ai vincoli in materia di spesa del personale previsti per forme analoghe di gestione associata di funzioni fondamentali.

Al contrario, nel modello tracciato dal legislatore statale il soggetto cui è attribuito il governo dell’ambito si caratterizza per il compimento di un processo di “entificazione”, per così dire, obbligatoria, con il definitivo riconoscimento della personalità giuridica in capo a tali soggetti e la conseguente attribuzione ex se delle relative funzioni.

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CC Sez. controllo Piemonte del. n. 99-16