E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 194 del 20 agosto 2016 la legge 160/2016 concernente “Conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 113/2016, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio”, entrata in vigore il 21 agosto.

Di seguito si riportano le norme ritenute di maggiore interesse per gli enti locali.

Art. 1 – Disposizioni relative al Fondo di solidarietà comunale

E’ stato confermato che l’entità massima del Fondo non potrà superare 80 milioni di euro.

Le disponibilità residue, rispetto all’accantonamento previsto dal d.p.c.m. 10 settembre 2015, che risultino non utilizzate, possono essere utilizzate per le medesime finalità nel 2016, applicando un correttivo statistico finalizzato a limitare le variazioni, in aumento e in diminuzione, delle risorse attribuite a ciascun Comune.

Art. 1-ter – Misure straordinarie di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati

E’ stato introdotto il comma 3-bis all’articolo 19 del d.lgs. 142/2015, il quale stabilisce che in presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, qualora l’accoglienza non possa essere assicurata dai Comuni, è disposta dal prefetto l’attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati, con una capienza massima di 50 posti per ciascuna struttura.

L’accoglienza nelle strutture ricettive temporanee non può essere disposta nei confronti del minore di età inferiore a 14 anni.

Dell’accoglienza del minore non accompagnato nelle strutture è data notizia, a cura del gestore della struttura, al comune in cui si trova la struttura stessa, per il coordinamento con i servizi del territorio.

Art. 2 – Applicazione graduale riduzioni del fondo di solidarietà comunale

E’ stato confermato che, a decorrere dal 2017, la riduzione del fondo di solidarietà, che non è stata applicata nel 2015 e nel 2016 dai comuni interessati dal sisma del 2012 e del 2009, verrà applicata anche a tali enti secondo la seguente gradualità, fermo restando l’obiettivo complessivo di contenimento della spesa:

a) per l’anno 2017, in misura pari al 25% dell’importo della riduzione non applicata;

b) per l’anno 2018, in misura pari al 50% dell’importo della riduzione non applicata;

c) per l’anno 2019, in misura pari al 75% dell’importo della riduzione non applicata;

d) a decorrere dall’anno 2020, in misura pari al 100% dell’importo della riduzione non applicata.

Il comma 436-ter stabilisce che la riduzione ridotta applicata ai comuni interessati dal sisma del 2013 si applicherà a carico degli stessi enti nel 2017 in misura pari al 60%, nel 2018 in misura pari all’80% e a decorrere dal 2019 in misura pari al 100%.

Art. 2-bis – Norme relative alla disciplina del dissesto delle amministrazioni provinciali 

E’ stato disposto che nelle amministrazioni provinciali in stato di dissesto, l’amministrazione dei residui attivi e passivi relativi ai fondi a gestione vincolata compete all’organo straordinario di liquidazione (OSL).

Art. 4 – Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti

Al fine di garantire la sostenibilità economico-finanziaria e prevenire situazioni di dissesto finanziario dei comuni, è istituito presso il Ministero dell’Interno un fondo denominato “Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti” con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2019.

Le risorse saranno attribuite ai comuni che, a seguito di sentenze esecutive di risarcimento conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali, o ad accordi transattivi ad esse collegate, sono obbligati a sostenere spese di ammontare complessivo superiore al 50% di quella corrente sostenuta come risultante dalla media degli ultimi tre rendiconti approvati.

Le calamità naturali, o i cedimenti strutturali rilevanti ai fini dell’applicazione di tale norma sono quelli verificatisi entro il 25 giugno 2016.

E’ stato introdotto il comma 1-bis, che stabilisce che limitatamente agli enti che comunicano tali situazioni secondo le modalità disciplinate di seguito, per l’anno 2016 i termini per l’approvazione della variazione di assestamento generale e per l’adozione della delibera che dà atto del permanere degli equilibri generali di bilancio sono fissati al 30 settembre 2016.

Tali enti devono comunicare la sussistenza di tali fattispecie al Ministero dell’Interno, entro il termine perentorio del 5 settembre 2016 (quindici giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione) ed entro il 31 marzo per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019, ivi incluse le richieste non soddisfatte negli anni precedenti, con modalità telematiche individuate dal Ministero.

Art. 7 – Eliminazione sanzione economica per le città metropolitane e le province che non hanno rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2015

In caso di mancato rispetto del patto di stabilità 2015 da parte delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e Sardegna non si applica la sanzione relativa alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo.

E’ stato introdotto il comma 2, secondo cui nel 2016, ai comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità interno per l’anno 2015, la sanzione della riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo [ex lett. a), comma 26, legge 183/2011] è attuata nella misura del 30% della differenza tra il saldo obiettivo del 2015 e il saldo finanziario conseguito nello stesso anno.

Tale sanzione, per l’anno 2016, per i comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità interno per l’anno 2015, è ridotta di un importo pari alla spesa per l’edilizia scolastica sostenuta nel corso dell’anno 2015, purché non già oggetto di esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno.

A tale fine, i comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità interno nell’anno 2015 devono comunicare al Mef, mediante il sistema web della Ragioneria generale dello Stato, entro il termine perentorio del 20 settembre (30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione), le spese sostenute nell’anno 2015 per l’edilizia scolastica.

Tale sanzione non trova applicazione nei confronti dei comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità interno nell’anno 2015 e che nell’anno 2016 risultino estinti a seguito di fusione.

E’ stato inserito un inciso all’articolo 31, comma 20 della citata legge 183/2011, stabilendo che per l’anno 2015, nel caso in cui la certificazione del rispetto del patto di stabilità sia trasmessa oltre il termine stabilito del 31 marzo e attesti il rispetto del patto di stabilità interno, non si applica alcuna sanzione purché la certificazione sia stata trasmessa entro il 30 aprile 2016.