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Il disegno di legge di conversione del D.L. n. 113/2016, cd. Decreto enti locali, è stato approvato definitivamente dal Senato il 2 agosto 2016 ed è in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Le modifiche introdotte al decreto hanno previsto importanti novità in materia di personale, oltre a confermare le previsioni già previste in precedenza (si veda in proposito Decreto enti locali: le novità di maggior rilievo).

Con riferimento ai limiti per assunzioni a tempo determinato, è stato modificato l’articolo 9, comma 28 del d.l. 78/2010 con la previsione dell’esclusione degli oneri per i contratti a tempo determinato previste dall’articolo 110, comma 1, del Dlgs 267/2000 dal tetto di spesa per le assunzioni flessibili riferito all’anno 2009.

Un ampliamento delle capacità assunzionali è stato introdotto per i Comuni fino a 10.000 abitanti, soggetti al patto di stabilità, che hanno un basso rapporto tra dipendenti in servizio e popolazione. In tal senso, il decreto ha previsto l’innalzamento della quota che può essere destinata al finanziamento delle nuove assunzioni a tempo indeterminato dal 25% al 75% dei risparmi delle cessazioni.

Per potere godere di questa estensione le amministrazioni devono avere un rapporto tra dipendenti a tempo indeterminato e popolazione inferiore a quello previsto per gli enti dissestati, ex articolo 263, comma 2 del TUEL.

Per il triennio 2014/2016 tali rapporti sono previsti dal decreto del Ministero dell’Interno del 20 luglio 2014 nel modo seguente:

- Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti: 1/123;

- Comuni da 2.000 a 2.999 abitanti: 1/137;

- Comuni da 3.000 a 4.999 abitanti: 1/143;

- Comuni da 5.000 a 9.999 abitanti: 1/151.

In attesa della formale chiusura della procedura di ricollocamento dei soprannumerari di province e CRI, ufficialmente conclusa con l’approvazione delle graduatorie nazionali per le pubblicate sul “portale della mobilità” (si veda Sbloccate le assunzioni negli enti locali: il ricollocamento dei soprannumerari è quasi concluso), la legge di conversione ha previsto che nelle Regioni in cui i dipendenti in sovrannumero degli enti di area vasta siano stati ricollocati per almeno il 90% è riaperta per i Comuni e le Città metropolitane la possibilità di effettuare assunzioni in mobilità volontaria. Possibilità fino ad oggi preclusa dalla legge di stabilità 2015, per come interpretata dal decreto della Funzione pubblica del 14 settembre 2015.

Infine, ai Comuni nati per fusione è garantita la possibilità di turn-over al 100% a prescindere dall’entità del rapporto tra la spesa del personale e quella corrente, fino ad oggi consentita entro il limite del rispetto del predetto rapporto entro il 30%.

Per un ulteriore approfondimento sui contenuti del nuovo PNA sarà oggetto del prossimo numero della rivista UNIVERSOPA.

Si ricorda infine che le problematiche connesse alla gestone del personale degli enti locali saranno oggetto di approfondimento nel seminario Riforma P.A.: le novità in materia di personalein programma a Firenze il 20 ottobre 2016.