Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta modalità di contabilizzazione di un’eventuale transazione che comporti il pagamento di un’obbligazione tributaria mediante trasferimento della proprietà di alcuni beni di interesse per l’ente.

I magistrati contabili del Piemonte, con la deliberazione 94/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 27 luglio, hanno ricordato che prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 118/2011 l’ente accertava i possibili crediti tributari riportando a residuo quanto non riscosso nell’esercizio finanziario e, conseguentemente, eliminando ogni anno, totalmente o parzialmente, i residui attivi riconosciuti formalmente insussistenti.

Sulla base dei nuovi principi introdotti dal d.lgs. 118/2011, in caso di emissione di avvisi di accertamento (tributario), se questi ultimi riguardano entrate per le quali non era già stato fatto accertamento (contabile), l’avviso di accertamento (per gli importi comprendenti imposta, sanzioni e interessi) deve essere registrato ed imputato all’esercizio in cui lo stesso diventa definitivo, a meno che nel frattempo non sia intervenuto il pagamento da parte del soggetto.

Se, invece l’avviso di accertamento (tributario) riguarda entrate per le quali era già stato fatto accertamento (e quindi tributi da versare a seguito ruoli o liste di carico), quest’ultimo (limitatamente alla quota per sanzioni e interessi, essendo la quota per imposta già stata accertata in entrata all’origine) deve essere registrato e imputato all’esercizio in cui lo stesso diventa definitivo, a meno che nel frattempo non sia intervenuto il pagamento da parte del soggetto.

L’Ente dovrà poi valutare se sussistano i presupposti per l’accantonamento a fondo crediti di dubbia esigibilità, vincolando quota parte dell’avanzo di amministrazione, di un importo corrispondente, in tutto o in parte, a quello dell’entrata tributaria accertata.

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CC Sez. controllo Piemonte del. n. 94 -16