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L’ente socio, anche ai fini dell’integrazione del c.d. “controllo analogo”, è tenuto a vigilare, controllare e indirizzare la gestione della propria società partecipata, adottando le misure idonee affinché siano seguite procedure selettive ad evidenza pubblica per il reclutamento del personale presso la società in house che gestisce direttamente servizi pubblici e servizi strumentali.

Questo quanto ribadito dalla Corte dei Conti della Lombardia nella deliberazione n. 187/2016, con la quale è stato contestato ad un ente locale il mancato esercizio del controllo analogo sulla gestione della propria società partecipata in violazione dell’articolo 18, comma 1, del d.l. 112/2008.

La selezione del personale da parte delle società a partecipazione pubblica, preordinata al reperimento delle risorse (umane), viene pacificamente inquadrata nell’attività di organizzazione di stampo privatistico (Tar Puglia, Bari, sentenza 452/2016).

Sotto il profilo procedurale, tuttavia, il legislatore ha imposto anche alle società pubbliche di esperire procedure concorsuali o para-concorsuali per l’assunzione di personale.

Nello specifico, l’articolo 18 del d.l. n. 112/2008, rubricato “Reclutamento del personale delle società pubbliche”, dispone, come principio generale, l’evidenza pubblica nel reclutamento da parte delle società a totale partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali, secondo le disposizioni dell’art. 35, comma 3, del d.lgs. n. 165/2001 (comma 1).

Le altre società a partecipazione pubblica totale o di controllo (“società diverse da quelle che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica”) sono tenute ad adottare criteri di assunzione “ispirati ai principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità” (comma 2).

Tali obblighi sono posti direttamente in capo alla società partecipata che, con proprio regolamento, deve adeguarsi al precetto normativo.

L’ente locale, da parte sua, è tenuto a vigilare sull’osservanza da parte delle società di tale norma, esercitando il potere di direttiva e imponendo misure idonee affinché siano adottate procedure selettive ad evidenza pubblica per il reclutamento del personale e degli incarichi di collaborazione presso le società in house.

Al fine di definire il contenuto specifico di tali obblighi, caratterizzati dal principio generale di estensione agli organismi partecipati, anche societari, di parte delle regole applicabili alla pubblica amministrazione socia, appare necessario richiamare i principi indicati dal comma 3, dell’articolo 35

del d.lgs. 165/2001 che, in virtù del richiamo operato dall’articolo 18 del d.l.112/2008, devono costituire il riferimento per definire, nel regolamento delle società pubbliche, le modalità ed i criteri da seguire per l’assunzione di personale.

In proposito, l’art. 35, comma 3, del d.lgs. 165/2001, prevede che le procedure selettive siano conformi a predeterminati principi, ovvero:

a)     adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità;

b)     adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire;

c)      rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;

d)     decentramento delle procedure di reclutamento;

e)      composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso.

In sostanza, le società pubbliche devono prevedere, nel proprio regolamento, procedure che garantiscano una scelta imparziale, fondata su criteri oggettivi e predeterminati (come accade per le assunzioni da parte delle pubbliche amministrazioni).

Leggi la deliberazione
CC Sez. controllo Lombardia del. n. 187 -16

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In vista dei decreti attuativi della legge di riforma Madia (legge 124/2015) e dell’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016, da cui si prevedono rilevanti novità in merito al processo di riorganizzazione e riduzione delle partecipate locali (società e partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute), si segnala il seminario di studi “Partecipate: cosa cambia con i Decreti di Riforma Madia” in programma a Firenze il 16 settembre 2016.