E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 146 del 24 giugno 2016 il decreto legge 113/2016 concernente “Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio”, entrato in vigore il 25 giugno.

Di seguito si riportano le norme ritenute di maggiore interesse per gli enti locali.

Si fa presente che proprio in questi giorni è in discussione il testo di conversione in legge, già approvato alla Camera lo scorso 21 luglio, che ha previsto importanti modifiche al decreto in commento.

La nuova disciplina che sarà introdotta nel testo definitivo del decreto convertito in legge, sarà oggetto di approfondimento nel prossimo numero della Rivista UniversoPA.

Art. 1 – Disposizioni relative al Fondo di solidarietà comunale

E’ stato previsto che l’entità massima del Fondo non possa superare 80 milioni di euro.

Le disponibilità residue, rispetto all’accantonamento previsto dal d.p.c.m. 10 settembre 2015, che risultino non utilizzate, possono esserle utilizzate per le medesime finalità nel 2016, applicando un correttivo statistico finalizzato a limitare le variazioni, in aumento e in diminuzione, delle risorse attribuite a ciascun Comune.

Art. 2 – Applicazione graduale riduzioni del fondo di solidarietà comunale

Sono stati introdotti i commi 436-bis e 436-ter dell’articolo 1 della legge 190/2014, stabilendo che a decorrere dal 2017, la riduzione del fondo di solidarietà, che non è stata applicata nel 2015 e nel 2016 ai comuni interessati dal sisma del 2012 e del 2009, verrà applicata anche a tali enti secondo la seguente gradualità, fermo restando l’obiettivo complessivo di contenimento della spesa:

a) per l’anno 2017, in misura pari al 25% dell’importo della riduzione non applicata;

b) per l’anno 2018, in misura pari al 50% dell’importo della riduzione non applicata;

c) per l’anno 2019, in misura pari al 75% dell’importo della riduzione non applicata;

d) a decorrere dall’anno 2020, in misura pari al 100% dell’importo della riduzione non applicata.

Il comma 436-ter stabilisce che la riduzione ridotta applicata ai comuni interessati dal sisma del 2013 si applicherà a carico degli stessi enti nel 2017 in misura pari al 60%, nel 2018 in misura pari all’80% e a decorrere dal 2019 in misura pari al 100%.

Art. 4 – Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti

Al fine di garantire la sostenibilità economico-finanziaria e prevenire situazioni di dissesto finanziario dei comuni, è istituito presso il Ministero dell’Interno un fondo denominato “Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti” con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2019.

Le risorse saranno attribuite ai comuni che, a seguito di sentenze esecutive di risarcimento conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali, o ad accordi transattivi ad esse collegate, sono obbligati a sostenere spese di ammontare complessivo superiore al 50% di quella corrente sostenuta come risultante dalla media degli ultimi tre rendiconti approvati.

Le calamità naturali, o i cedimenti strutturali rilevanti ai fini dell’applicazione di tale norma sono quelli verificatisi entro il 25 giugno 2016.

I comuni che hanno avuto eventi di tale natura devono comunicare al Ministero dell’Interno, entro il termine perentorio del 10 luglio 2016 di quindici giorni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto, per l’anno 2016, ed entro il 31 marzo per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019, ivi incluse le richieste non soddisfatte negli anni precedenti, con modalità telematiche individuate dal Ministero.

Art. 7 – Eliminazione sanzione economica per le città metropolitane e le province che non hanno rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2015

In caso di mancato rispetto del patto di stabilità 2015 da parte delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e Sardegna non si applica la sanzione relativa alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo.

Art. 9 – Prospetto verifica pareggio di bilancio

E’ stato aggiunto il comma 712-bis dell’articolo 1, della legge 208/2015, il quale stabilisce che nel 2016 le regioni, le province autonome, le città metropolitane e le province devono conseguire il saldo relativo ai nuovi equilibri solo in sede di rendiconto e non sono tenute ad attestarne il rispetto in corso d’anno.