Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta natura giuridica dei consorzi costituiti da enti locali e, in particolare, alle norme applicabili in materia di spesa del personale.  

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 149/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 25 maggio, hanno evidenziato che l’articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001 annovera espressamente l’ente consortile nel perimetro del settore pubblicistico.

Pertanto, il personale alle dipendenze del consorzio rientra nell’alveo del pubblico impiego (Corte dei conti Emilia, del. n. 126/2015).

Di conseguenza, i consorzi costituiti fra enti locali per la gestione associata di servizi (essendo ormai preclusa la permanenza in vita di consorzi di funzione) devono osservare, come le aziende speciali, i divieti e le limitazioni previste per gli enti locali che li hanno costituiti e vi partecipano.

Secondo i magistrati contabili, pertanto, il consorzio tra enti locali, oltre a dover rispettare i parametri previsti dal d.l. 78/2010 nonché le prescrizioni contenute nella legge di stabilità 2015 in riferimento all’assunzione di personale, anche a tempo determinato e con contratto di lavoro flessibile, ha anche l’ulteriore obbligo di attivare le procedure di mobilità ricollocando il personale proveniente dagli enti di vasta area.

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CC Sez. controllo Lombardia del. n. 149 -16