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Rispondono del danno procurato all’ente gli amministratori e i Responsabili che omettono ogni impulso o controllo volto ad assicurare la riscossione dei canoni di natura enfiteutica dovuti per i terreni ex civici nella disponibilità di privati.

Tale comportamento si traduce in danno erariale, in termini di “mancata entrata finanziaria” per l’Ente.

Questo il principio espresso dalla Corte dei conti, sez. giur. Basilicata, con la sentenza n. 22 depositata il 18 maggio 2016.

Nel caso di specie la Giunta comunale aveva manifestato la volontà di attivarsi per il recupero dei canoni “di natura enfiteutica”, gravanti sui terreni “ex pubblici” nella disponibilità dei privati, affidando al Responsabile dell’Area contabile le direttive idonee per l’avvio delle procedure di riscossione.

Disattendendo la volontà dell’ente, tanto gli Amministratori che i Funzionari responsabili dell’Area finanziaria non si erano attivati nel perseguimento dell’attività recuperatoria, così determinando la prescrizione del relativo diritto.

Tale condotta omissiva è stata ritenuta dai giudici contabili macroscopicamente avventata, oltre che sprovvista di adeguata giustificazione, di forza e/o consistenza argomentativa.

Il conseguente nocumento finanziario tradottosi in “mancata entrata comunale” è stato addebitato ai Responsabili dell’Area contabile che non avevano assicurato il doveroso seguito alle indicazioni “di gestione” rinvenibili dalla Giunta, omettendo l’adozione di un pur minimo atto volto a manifestare “esecutivamente” la volontà dell’Ente di procedere alla riscossione di quanto si riteneva in diritto di esigere a fronte della utilizzazione dei terreni.

Allo stesso modo sono stati ritenuti responsabili gli Amministratori succedutisi a quelli che avevano la Delibera, per non aver ribadito la volontà dell’ente di attivarsi nel perseguimento di siffatta attività recuperatoria, omettendo ogni impulso o controllo volto ad assicurarne l’esecuzione.

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CC Sez. Giurisd. Basilicata sent. n. 22 -2016