Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta modalità di contabilizzazione dell’operazione di leasing immobiliare in costruendo, in particolare la contabilizzazione della fase finale del contratto, nell’ipotesi in cui l’ente abbia esercitato l’opzione del riscatto ed abbia, quindi, acquistato il bene.

In particolare l’ente ha chiesto se le nuove regole previste dal d.lgs. 118/2011 trovino applicazione limitatamente alle operazioni poste in essere dal 1° gennaio 2015 e quindi, non si applichino nel caso di stipulazione del relativo contratto in un momento anteriore (nel caso di specie, nel 2012).

I magistrati contabili del Veneto, con la deliberazione 262/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 9 maggio, hanno evidenziato che a decorrere dal 1° gennaio 2015, il leasing finanziario genera, per definizione, debito pubblico e, come tale, deve essere rappresentato nelle scritture contabili degli enti.

In sostanza, mentre a fronte di una operazione di leasing posta in essere, in particolare da un ente locale, ante 1° gennaio 2015, occorreva (ed occorre) accertare se la stessa presentasse i caratteri dell’indebitamento, facendo applicazione di un criterio fondato sulla ripartizione dei rischi tra il contraente pubblico e quello privato, a fronte di una operazione di leasing posta in essere dopo il 1° gennaio 2015, invece, è sufficiente stabilire che la finalità perseguita non è quella di godimento, bensì quella di finanziare l’acquisto “differito” di un bene, consentendone, nelle more, il pieno utilizzo, affinché essa rilevi ai fini dei vincoli e limiti finanziari vigenti in materia di indebitamento.

Secondo i magistrati contabili le fattispecie che, al 1° gennaio 2015, non abbiano esaurito i loro effetti, devono essere assoggettate al nuovo regime di contabilizzazione cd. Finanziario.

Considerata l’esigenza di un’interpretazione uniforme, la questione è stata rimessa alla Sezione delle Autonomie.

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CC Sez. controllo Veneto del. n. 262 -16