Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di prevedere ed effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato, nel corso dell’anno 2016, a valere sui resti assunzionali del biennio 2012-­2013, non utilizzati né nell’annualità 2014 né in quella 2015.

I magistrati contabili dell’Umbria, con la deliberazione 28/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 10 maggio, hanno confermato l’orientamento espresso dalla Sezione Autonomie con la deliberazione n. 28/2015 secondo cui;

  • il riferimento “al triennio precedente” inserito nell’art. 4, comma 3, del d.l. 78/2015, che ha integrato l’art. 3, comma 5, del d.l. 90/2014, va inteso “in senso dinamico”, con scorrimento e calcolo dei resti, a ritroso, rispetto all’anno in cui si intende effettuare le assunzioni;
  • l’anno da assumere come parametro di riferimento di detto triennio è, per l’appunto, quello in cui si intende effettuare le assunzioni (e quindi, nel caso di specie, l’anno 2016).

Di conseguenza, non è possibile utilizzare a fini assunzionali, nell’anno 2016, i “resti” del 2012, non essendo tale anno incluso nel triennio antecedente l’anno della prevista assunzione, e cioè l’anno 2016.

Inoltre, la facoltà di assumere personale è subordinata, fra l’altro, alla programmazione triennale del fabbisogno di personale.

Come ribadito dai magistrati contabili, la trasformazione in un rapporto a tempo pieno di un rapporto di lavoro costituito originariamente a tempo parziale è equiparabile ad una nuova assunzione.

Al contrario, non costituiscono nuova assunzione la trasformazione a tempo pieno di contratti part-time in origine a tempo pieno, avendo il lavoratore diritto alla riespansione dell’orario di lavoro (Corte dei conti, sez. Piemonte, del. 356/2013; sez. Campania, del. 20/2014; sez. Lombardia, del. 298/2015).

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CC Sez. controllo Umbria del. n. 28 -16