Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di erogare i diritti di rogito al vice segretario che opera in sostituzione del segretario titolare.

I magistrati contabili delle Marche, con la deliberazione 90/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 22 aprile, hanno evidenziato che la materia dei diritti di rogito dei segretari comunali e provinciali è stata modificata dal d.l. 90/2014.

Per effetto del mutato quadro normativo, i segretari comunali il cui trattamento economico è equiparato a quello spettante ai dirigenti (segretari di fascia A e B) non hanno diritto a percepire i diritti di rogito riscossi per la stipula di atti in forma pubblico-amministrativa.

Tale diritto, invece, resta confermato per i segretari comunali con trattamento economico non equiparato alla dirigenza (segretari di fascia C), sebbene nel nuovo limite di 1/5 dello stipendio in godimento, più basso rispetto al precedente limite di 1/3 stabilito dall’abrogato articolo 41, comma 4, della legge 312/80.

Le modifiche introdotte dal d.l. 90/2014 non hanno inciso sugli emolumenti spettanti ai vice segretari comunali, disciplinati dalla contrattazione collettiva (articolo 11 del CCNL del 9 maggio 2006 – biennio economico 2004-2005).

Pertanto, non è possibile ipotizzare alcun effetto abrogativo implicito delle norme contrattuali in favore del personale che è destinatario, in base all’ordinamento interno di ciascun ente, dell’incarico di vice segretario.

Inoltre, come evidenziato dai magistrati contabili, il regime differenziato esistente tra segretari di fascia A e B, da un lato, e segretari di fascia C, dall’altro è finalizzato alla tutela della condizione economica dei segretari appartenenti alla fascia retributiva più bassa.

Esigenze di tutela che, a maggior ragione, devono essere adeguatamente valorizzata per il personale del comparto che gode di un trattamento economico a sua volta inferiore a quello del segretario di fascia C.

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CC Sez. controllo Marche del. n. 90 -16