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Il Consiglio dei ministri, con il comunicato n. 112 del 15 Aprile 2016, ha reso noto di aver approvato definitivamente il testo del decreto legislativo contenente il nuovo Codice Appalti.

La nuova disciplina non prevede un regolamento di esecuzione e di attuazione, ma l’emanazione di atti di indirizzo e di linee guida di carattere generale, da approvare con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti su proposta dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e previo parere delle competenti commissioni parlamentari.

Il Codice disciplina le regole procedurali per ogni tipologia contrattuale: appalto, concessioni, altre tipologie quali quelle in house, contraente generale, strumenti di partenariato pubblico-privato, ricomprendendo in quest’ultimo il project financing, strumenti di sussidiarietà orizzontale, il baratto amministrativo.

Come richiesto dal legislatore europeo, il nuovo Codice affronta l’istituto della concessione in modo organico, chiarendo che le concessioni sono contratti di durata, caratterizzati dal rischio operativo in capo al concessionario in caso di mancato ritorno economico dell’investimento effettuato.

Quanto alla scelta del contraente, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa basata sul miglior rapporto qualità/prezzo (che coniuga offerta economica prevista e offerta tecnica), che in precedenza rappresentava solo una delle alternative a disposizione delle stazioni appaltanti, diviene il criterio di aggiudicazione preferenziale, nonché obbligatorio per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica e per quei servizi in cui è fondamentale l’apporto di manodopera nei settori in cui prevale l’esigenza di qualità o di tutela dei lavoratori.

SELF segnala il seminario di studi “Nuovo Codice Appalti: le novità punto per punto” in programma a Firenze il 17 maggio p.v., nel quale verranno approfondite le linee portanti del nuovo Codice, gli elementi di innovazione per le procedure sopra e sotto soglia e la delicata problematica relativa alla gestione nel periodo transitorio, nel passaggio dal vecchio al nuovo Codice.