Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 208 comma 4 lett. b) del Codice della strada che consente alle p.a. di utilizzare una quota dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie di violazione delle disposizioni del Codice della strada, per il “potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, anche attraverso l’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale”.

In particolare l’ente ha chiesto se sia possibile ricomprendere nel concetto di “mezzi ed attrezzature” anche le forniture di divise per il personale della Polizia municipale o il vestiario in dotazione agli ausiliari del traffico.

I magistrati contabili della Sicilia, con la deliberazione 74/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 6 aprile, hanno chiarito che possono rientrare nella nozione di “attrezzature”: divise, armi di reparto o individuali corredati da cartucce, blocchi verbali, prontuario, testi normativi, dotazioni obbligatorie e facoltative dei veicoli, apparecchiature informatiche portatili (in tal senso, Corte dei conti, sez. Lombardia, del. n. 274/2013; sez. Marche, del. n. 73/2013; in senso contrario, Toscana, del. n. 104/2010 e 63/2014).

In altri termini, è possibile impegnare quote dei proventi ex articolo 208 del Codice della Strada per sostenere acquisti di beni e finanche di servizi strumentali ulteriori rispetto alle categorie testualmente esemplificate nel testo normativo, nella misura in cui si tratti di dotazioni strumentali per i vigili urbani che non comportano un onere finanziario annualmente ricorrente e che concorrono, unitamente ad altre tipologie di attrezzature, a fornire il necessario supporto tecnico per la realizzazione di un concreto potenziamento del servizio di controllo della circolazione stradale, accrescendone la sicurezza per i cittadini.

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CC Sez. controllo Sicilia del. n. 74-16