Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 24 del d.l. 133/2014 rubricato “misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione dei territori” (cd. baratto amministrativo),

I magistrati contabili dell’Emilia, con la deliberazione 27/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 4 aprile, hanno ricordato che la norma consente ai Comuni di accordare agevolazioni tributarie, consistenti nella temporanea esenzione e/o riduzione di tributi locali, a fronte di interventi relativi alla cura e/o valorizzazione del territorio, da parte di cittadini in forma singola o associata.

Si tratta di uno strumento che consente alle comunità di cittadini di partecipare alla gestione dei servizi relativi alla cura e alla valorizzazione del territorio, diventando soggetti attivi nella cura dei beni comuni con il vantaggio per l’amministrazione locale di beneficiare di risorse, competenze ed esperienze di cui si fanno portatori i soggetti privati.

Tale possibilità può essere esercitata entro limiti ben circoscritti.

In particolare è necessario che l’ente adotti un apposito regolamento, individuando “criteri” e “condizioni” in base ai quali i cittadini, singoli o associati, possano presentare progetti relativi ad interventi di riqualificazione del territorio.

Tali interventi possono riguardare “la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano ed extraurbano”.

Inoltre, l’esenzione dal pagamento dei tributi locali può essere concessa per un periodo limitato e definito di tempo, per tributi specifici e per tipologie di attività individuate dai comuni in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere.

La norma prevede che le agevolazioni fiscali sono concesse “prioritariamente” a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.

La presenza dell’avverbio “prioritariamente” conduce a ritenere che anche i cittadini singoli possono presentare progetti relativi ad interventi di cura e valorizzazione del territorio cui possono conseguire benefici collegati ad agevolazioni tributarie.

Come evidenziato dai magistrati contabili, il baratto amministrativo non può riguardare i debiti pregressi dei contribuenti.

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CC Sez. controllo Emilia Romagna del. n. 27-16