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Il Segretario Generale (nonché Responsabile della prevenzione della corruzione), nell’ambito dell’attività istituzionale di verifica del livello di attuazione del Codice di comportamento, è tenuto a far valere le misure disciplinari ivi contenute e idonee a sanzionare il mancato rispetto delle misure previste nelle ipotesi di conflitto di interesse e di acquisizione e progressione del personale.

Questo quanto evidenziato dall’Anac nella delibera n. 161 del 17 febbraio 2016.

Nel caso di specie, a seguito di una segnalazione, era emerso che il Responsabile del Settore Risorse Umane di un comune aveva predisposto un avviso di concorso pubblico per l’assegnazione di personale da destinare all’Ufficio del Giudice di pace, partecipato al reclutamento, nonché stilato e pubblicato la graduatoria, dichiarandosi vincitore senza l’instaurazione di una commissione.

Il soggetto risultato secondo nella selezione aveva presentato ricorso gerarchico, per l’annullamento della graduatoria, al Sindaco, al Segretario Generale (nonché RPC) ed al direttore generale, non ottenendo nessun riscontro.

L’obbligo di astensione dalla partecipazione alla decisione (sia essa endoprocedimentale o finale) del titolare dell’interesse è prevista dall’articolo 7 del d.p.r. 62/2013.

Il dipendente che si trovi in situazione di conflitto di interesse, anche solo potenziale, è tenuto a segnalare immediatamente tale circostanza al proprio dirigente, tenuto a valutare il caso e a rispondere per iscritto al dipendente.

La violazione dei doveri contenuti nel codice di comportamento, compresi quelli relativi all’attuazione del Piano di prevenzione della corruzione, è fonte di responsabilità civile, amministrativa e contabile (articolo 54, comma 3, del d.lgs. 165/2001).

In caso di violazioni gravi e reiterate, si applica la sanzione disciplinare del licenziamento.

L’Autorità, oltre ad aver verificato la sussistenza di un conflitto di interessi tra l’interesse personale del Responsabile del Settore risorse umane dell’ente e la responsabilità allo stesso attribuita nell’espletamento delle procedure concorsuali e selettive per il reclutamento di personale, ha inoltre evidenziato la mancata attività di vigilanza da parte del RPC.

Pertanto, la delibera è stata trasmessa alla Prefettura presso la quale è tenuto l’Albo dei segretari comunali e provinciali, al fine di valutare eventuali profili di responsabilità sul comportamento del segretario comunale, tenuto a svolgere correttamente le funzioni di RPC.