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Nelle procedure concorsuali i requisiti per l’ammissione al concorso devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando per la presentazione della domanda di partecipazione.

La determinazione di una data diversa, non coincidente con quella di scadenza del termine per la presentazione delle domande, può essere prevista solo ove vi siano specifiche e comprovate ragioni di interesse pubblico, ad esempio quando si tratti di dare una ragionata esecuzione a statuizioni dei giudici ovvero qualora vi sia l’esigenza di rispettare una successione cronologica tra procedimenti collegati, o di salvaguardare posizioni legittimamente acquisite dai soggetti interessati a concorsi interni.

Questo il principio espresso dal Consiglio di Stato, con la sentenza n. 965 dell’11 marzo 2016.

Nel caso di specie era stata impugnata la selezione indetta dal Ministero dell’Interno per la scuola di specializzazione riservata ai segretari comunali nella parte in cui prevedeva che il requisito dei due anni di anzianità doveva essere posseduto a una data anticipata rispetto a quella di scadenza del bando.

Come evidenziato dai giudici amministrativi, la regola della necessità del possesso dei requisiti alla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande comporta di per sé la trasparenza della determinazione amministrativa e la parità di trattamento di chi faccia parte della categoria di persone che possa partecipare alla selezione.

La determinazione di una data diversa, al contrario, implica di per sé il concreto rischio che possano esservi vantaggi solo per alcuni degli appartenenti della categoria, con esclusione degli altri e, dunque, ingiustificate disparità di trattamento.

Tale principio, pertanto, a parte i casi espressamente previsti da una disposizione normativa, non può essere derogato se non in presenza di giustificate ragioni di interesse pubblico, debitamente esternate ed evidenziate dall’amministrazione al momento dell’indizione della selezione.