PATTO STABILIT

Sussiste la giurisdizione contabile per i danni cagionati in via immediata al patrimonio dell’Unione Europea, conseguenti all’indebita percezione di finanziamenti comunitari.

Ciò in quanto la possibilità per l’Unione Europea di promuovere le ordinarie azioni civilistiche di responsabilità per il recupero dei finanziamenti o per l’esercizio di proprie sanzioni e/o azioni di inadempimento contrattuale risulta indipendente dall’azione di risarcimento dei danni erariali innanzi al giudice contabile, anche quando investano i medesimi fatti materiali (Cassazione, sezione Unite, ordinanza 20701/2013).

Questo il principio espresso dalla Corte dei Conti, sezione giurisdizionale della Lombardia, con la sentenza n. 221, depositata il 30 dicembre 2015, con la quale sono stati condannati gli amministratori di una società che avevano posto in essere una molteplicità di condotte di rilievo anche penale tutte finalizzate all’eccesso e dunque all’incameramento di finanziamenti comunitari in danno della Commissione europea attraverso la falsa rappresentazione di elementi formali e sostanziali (sia nella fase di elaborazione delle proposte progettuali, sia nella successiva fase di rendicontazione della spesa per le quali veniva poi richiesto il rimborso) così da rispettare (fittiziamente) i parametri, fissati dalla normativa dell’Unione Europea, per l’accesso ai finanziamenti.

Come rimarcato dall’ordinanza n. 20701/2013 delle sezioni unite della Cassazione, nonostante lo Stato italiano non abbia adottato un’apposita legge che impone la giurisdizione contabile anche in materia di danno all’erario europeo per combattere la frode lesiva degli interessi finanziari dell’Unione, l’obbligatoria applicazione del principio di assimilazione comporta necessariamente, e comunque, l’estensione della giurisdizione contabile anche in caso di danno sia diretto che indiretto all’erario comunitario.